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Milano, quale fiore sceglierai?

4 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Domenica 8 novembre a Milano dipingeremo due fiori nello stesso giorno, il loto al mattino e il crisantemo al pomeriggio. Pensando a loro mi è venuta incontro una storia delicata e profonda.


In un piccolo tempio di montagna viveva un vecchio giardiniere che si prendeva cura di due luoghi soltanto, uno stagno fangoso ai piedi della scalinata e un’aiuola di terra scura accanto alla campana.


Un giovane novizio, appena arrivato, lo seguiva ovunque con la domanda che hanno tutti i giovani novizi, quella su quale delle due cose sia la più perfetta. «Maestro, quale fiore è più vicino all’illuminazione, il loto dello stagno o il crisantemo del giardino?»

Il vecchio non rispose. La mattina seguente lo svegliò prima dell’alba e lo portò allo stagno, e restarono seduti sulla pietra finché il sole non toccò l’acqua.

Allora, uno dopo l’altro, i boccioli del loto emersero dal fango e si aprirono, bianchi e puliti, senza che una sola goccia di melma restasse sui petali. «Guarda bene» disse il giardiniere, «questo fiore ha le radici nel buio più denso, e da lì trae tutto ciò che gli serve per diventare luce. Al tramonto si richiuderà, e domattina ricomincerà da capo.»


Passò l’estate e il novizio quasi se ne dimenticò. Poi venne novembre, la brina coprì l’erba e gli alberi lasciarono cadere le ultime foglie, e una mattina grigia il vecchio lo chiamò accanto alla campana. Nell’aiuola, in mezzo a tutto ciò che si era spento, i crisantemi erano in piena fioritura, gialli, rame, bianchi, con le corolle fitte come il sole che si raccoglie in sé prima dell’inverno. «Questo fiore aspetta che gli altri abbiano finito» disse il giardiniere, «e fiorisce quando tutto intorno si ritira, come se avesse custodito la propria luce per il momento in cui sarebbe servita di più.»


Il novizio rimase in silenzio a lungo, poi ripeté la sua domanda, un po’ più piano. Il vecchio entrò nella sua stanza, macinò l’inchiostro sulla pietra con molta calma e, sullo stesso foglio, dipinse un loto e un crisantemo, uno accanto all’altro. Poi porse il pennello al ragazzo e gli disse soltanto: «Dimmi tu quale dei due è stato dipinto con l’inchiostro migliore.»


Mi piace questa storia perché dice in immagini una cosa che il Sumi-e mi insegna ogni volta che preparo il foglio. Il loto parla di ciò che nasce dalla nostra storia, dal fango che abbiamo attraversato e che diventa nutrimento, e del coraggio di riaprirsi ogni mattina come se fosse la prima. Il crisantemo parla della fioritura che arriva tardi, nell’autunno di una stagione o di una vita, quando sembra che il tempo delle cose belle sia passato, e invece la luce ha soltanto aspettato il suo momento.


E mi diverte pensare che da noi il crisantemo porti con sé il ricordo dei morti, mentre in Giappone è il fiore della lunga vita e il sigillo dell’imperatore. È lo stesso fiore, e cambia soltanto lo sguardo con cui lo incontriamo. Sono due modi della stessa fioritura, e abitano entrambi in noi. Ci sono giorni in cui siamo loto e giorni in cui siamo crisantemo, e l’inchiostro con cui la Vita li dipinge è uno solo.


Domenica 8 novembre ti aspetto a Milano per dipingerli insieme.

Puoi scegliere il fiore che senti più vicino in questo momento, oppure fermarti tutto il giorno e lasciare che il mattino e il pomeriggio si parlino sul tuo foglio.


Domenica 8 novembre,

Milano, Via Carlo Maderno 4


Mattino, 10.30 -12.30:

Sumi-e Experience, il Fiore di Loto.


Pomeriggio, 14.30 -16.30:

Sumi-e Experience, il Crisantemo.


Per ogni workshop versi solo la caparra di €25: 

il saldo di €50 si paga in sede, per un totale di €75 🖌️ Materiali inclusi

Se desideri frequentare tutti e due i corsi il costo scende a 65€ cadauno


Ti aspetto

Filippo




 
 
 

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