BIO
Dal 1988 le mie mani lavorano la materia, prima nella decorazione e nel restauro, poi nell'inchiostro della pittura zen. In tutti questi anni, in parallelo, qualcos'altro ha continuato a scorrere sotto la superficie, come un ruscello che trova la sua strada intorno agli ostacoli senza mai davvero fermarsi: la meditazione, la lettura, la ricerca silenziosa di chi sono quando nessuno guarda.
Per molto tempo ho mostrato solo la voce principale, quella riconoscibile, quella che si può giustificare con un mestiere e una tecnica. C'era però un'altra voce, sotto quella, un discanto che saliva pian piano e che oggi non voglio più tenere in ombra: quella che conosce l'arte non come decorazione dell'esistenza ma come strumento di conoscenza, il pennello come pratica di presenza, il gesto come osservazione, l'opera come testimonianza di un incontro con sé stessi.
Non sono un guru. Non prometto trasformazioni garantite né verità definitive. Sono qualcuno che continua a cercare, e che ha imparato, con il tempo, a lasciar bruciare quello che c'è da bruciare invece di dosarlo sempre con prudenza: un'intensità che per anni ho tenuto a bada per paura del giudizio, e che oggi scelgo di portare, insieme alla tenerezza di chi sa anche restare fermo, in ascolto, senza dover sempre dimostrare qualcosa.
Chi arriva ai miei corsi di sumi-e, alle mie meditazioni, ai miei quaderni contemplativi, non trova solo una tecnica da imparare. Trova un'anima antica che ha scelto l'arte e il silenzio come sentieri, e che invita chiunque lo desideri a camminarci accanto, non un passo indietro, non un passo avanti: accanto.
