Il punto in cui tieni
- Mana

- 16 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Ci sono momenti in cui il corpo lo dice prima: una spalla che resta leggermente sollevata,
il respiro che si ferma appena prima di scendere, le mani che continuano a stringere senza accorgersene, e dentro questi piccoli segnali si riconosce un modo di stare che non ha bisogno di essere nominato per essere presente.
Succede mentre vivi, mentre ti muovi tra ciò che senti e ciò che accade, mentre tieni insieme parti diverse della tua giornata, e a un certo punto questo gesto smette di sembrare un gesto e diventa semplicemente il tuo modo, qualcosa che ti accompagna senza chiedere attenzione.
Dentro questo modo di stare non c’è nulla da correggere, c’è qualcosa che ha imparato a restare, a sostenere, a non lasciare andare troppo in fretta, e che continua a farlo anche quando potrebbe rallentare, come se non fosse ancora arrivato il momento di fidarsi completamente. In questo ultimo periodo mi sono fermato proprio lì, restando abbastanza vicino da sentire cosa succede quando non intervieni subito, quando lasci che ciò che accade trovi il suo ritmo senza essere guidato, mentre il corpo si appoggia con più semplicità e il respiro inizia a muoversi con maggiore libertà.
Dentro questo spazio qualcosa cambia, non in modo evidente, ma attraverso piccoli spostamenti, quasi impercettibili, che si fanno sentire nel modo in cui il corpo si alleggerisce e nel modo in cui ciò che prima tenevi smette di chiedere la stessa attenzione.
Da questo mio stare ha preso forma un percorso semplice, quattro meditazioni collegate tra loro, pensate per essere attraversate nel tempo, una per ogni settimana, lasciando che ogni passaggio apra il successivo, accompagnando dal riconoscere il trattenere fino a una qualità più morbida, in cui qualcosa può iniziare ad affidarsi senza essere sostenuto continuamente.
Il prossimo 23 aprile, nel giorno del mio compleanno, questo spazio sarà disponibile con una proposta speciale, pensata per accompagnare il lancio di questo percorso e renderlo più accessibile a chi sente che questo passaggio lo riguarda.
Fino ad allora puoi restare qui, senza fare nulla di particolare, lasciando che queste parole trovino il loro posto dentro ciò che vivi, nel modo e nel tempo che senti più tuo.
A volte non serve fare di più, serve solo smettere di tenere tutto insieme.
A presto,
Filippo





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