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Una sorpresa che mi allarga il cuore

18 set
Tempo di lettura: 3 min

C'è una notizia che voglio darti oggi,

e per raccontartela bene devo tornare molto indietro, più indietro di quanto forse ti aspetti.


Era il duemila. Avevo trentun anni, e quell'anno mio padre morì in un incidente stradale. È da lì che questa storia comincia davvero, perché è stato proprio in quei mesi, dentro un dolore che allora non sapevo ancora come attraversare, che mi sono ritrovato tra le mani i libri della sua libreria. Quella libreria, con tutto quello che conteneva, è diventata per me l'eredità simbolica più preziosa che potessi ricevere: le pagine che lui aveva scelto di tenere vicino a sé.


Tra quei libri c'era "Il Codice dell'Anima" di James Hillman.

Lo aprii senza sapere cosa mi stesse aspettando, e trovai un'idea che da allora non mi ha più lasciato: quella del daimon, la voce, la presenza, il genio personale che secondo gli antichi greci accompagna ogni vita fin dal principio, molto prima che qualcuno le dia un nome. Hillman raccontava che ognuno di noi nasce già con una forma, come una ghianda che contiene già, in miniatura, la quercia che diventerà, e che il compito di una vita è riconoscere quella forma, più che costruirla.


Ho portato questa idea con me per ventisei anni, lasciandola in silenzio mentre costruivo il mio lavoro, mentre insegnavo, mentre guidavo altre meditazioni su altri temi, aspettando che fosse lei, quando fosse pronta, a farsi sentire di nuovo.


È successo quest'estate. Preparando un altro lavoro, molto diverso, mi sono ritrovato a costruire l'immagine di un'aquila che vola alta sopra la propria vita e poi scende, lentamente, lasciando cadere un cerchio alla volta ciò che porta addosso. E in quella discesa, arrivato al punto più basso, più quieto, ho ritrovato lei: il daimon, la stessa voce di ventisei anni fa, che aspettava paziente di essere riconosciuta anche in questo nuovo lavoro.


Da lì è nata "Prima del Tuo Nome", una meditazione guidata che oggi voglio finalmente presentarti. L'ho tenuta per me fino a questo momento, lasciandola gestare in silenzio, come si fa con le cose a cui si tiene davvero, aspettando che fosse pronta per venire al mondo prima di mostrarla a chiunque altro. Nasce da una fascinazione lunga una vita intera, più che da un'occasione precisa o da una data da celebrare, e forse proprio per questo mi sembra uno dei lavori più miei che abbia mai realizzato.


È un volo immaginario di circa venti minuti, in cui ti accompagno a salire abbastanza in alto da vedere con chiarezza tutti gli strati che nel tempo hai imparato a indossare, quelli che il mondo ti ha insegnato a desiderare, quelli legati al bisogno di appartenere a un gruppo o a una famiglia, per poi lasciarli cadere, uno alla volta, fino ad arrivare a qualcosa che nessuno ti ha cucito addosso: una voce antica, che i greci chiamavano daimon, capace di parlare ancora prima che tu avessi un nome.


Nel PDF che accompagna l'audio racconto anche da dove viene, nel dettaglio, quella voce che precede il nome: un mito platonico e una leggenda ebraica, lontanissimi tra loro eppure sorprendentemente vicini, che è stato lo stesso Hillman, proprio in quel libro trovato nella libreria di mio padre, ad accostare per primo. Chiudere questo cerchio, ventisei anni dopo, mi commuove più di quanto saprei scrivere qui.


Se anche tu porti con te da tempo una domanda che scalpita, se ti riconosci in quella sensazione di essere fatta, fatto, di più strati di quelli che mostri, questa meditazione è pronta ad accoglierti.


La trovi nel mio shop a questo link con il nome "Prima del Tuo Nome".


Grazie per essere qui, ora, a leggere qualcosa che senza immaginarlo

ha aspettato ventisei anni prima di trovare la sua forma.

Filippo

 
 
 

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