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A Roma arrivano un gufo, un paesaggio e un polpo. Nessuno dei tre sa disegnare meglio di te, ed è proprio questo il punto.

11 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Permettimi di essere diretto: se stai cercando un corso di pittura dove qualcuno ti certifica che il tuo gufo assomiglia a un gufo, questo articolo non fa per te.

Qui si lavora su un'altra materia, e il risultato estetico è, nella migliore delle ipotesi, un simpatico effetto collaterale.


Detto questo, il 10 e l'11 ottobre sono a Roma, in via Monterone 18, a due passi da Largo Argentina, da PitturaLab. Due giorni, tre workshop, tre soggetti che più diversi non potrebbero essere, e che hanno in comune una sola cosa: ti costringeranno a stare fermo per due ore, cosa che oggi, diciamolo, è diventata quasi un atto sovversivo.


Sabato mattina, 10.30–12.30: il gufo. Un animale che passa la vita a fingersi di pietra per poi muoversi una volta sola, con precisione chirurgica. Se ti riconosci in questa descrizione più di quanto vorresti ammettere, il gufo è il tuo workshop.

Sabato pomeriggio, 14.30–16.30: il paesaggio. Qui si dipinge l'immensità, cioè esattamente quello che il tuo cervello evita di guardare ogni volta che scrolla un telefono invece di alzare lo sguardo. Due ore senza notifiche, garantite dal fatto che avrai le mani sporche di inchiostro.

Domenica mattina, 10.30–12.30: il polpo. Otto braccia, zero scheletro, intelligenza distribuita in tutto il corpo. Non sto dicendo che somigli al modo in cui gestisci la tua settimana lavorativa. Lo sto solo lasciando intendere.


Ogni workshop costa 75 €, materiali inclusi: pennelli, inchiostro, carta da esercizio e carta di riso, così non hai nemmeno la scusa di "non ho l'attrezzatura giusta".

Si versa una caparra online di 25 €, il saldo di 50 € si regola in sede il giorno stesso.

Il gruppo è di massimo otto persone, non per darmi arie da esclusività, ma perché oltre quella soglia io smetto fisicamente di riuscire a guardare ognuno negli occhi mentre dipinge, e quello sguardo è, in fondo, tutto il workshop.


Puoi scegliere un solo incontro, due, o il weekend intero: nessuno ti giudicherà per l'opzione che scegli, tranne forse il polpo, che giudica silenziosamente chiunque.

Se è la prima volta che senti parlare di Sumi-e: benvenuto, non serve esperienza, serve solo presentarsi con la disponibilità a scoprire che un foglio bianco può essere più scomodo di una riunione di lavoro, e più rivelatore di una seduta di terapia.


Prenota il tuo posto a questo link

Il gufo, il paesaggio e il polpo ti aspettano.

Io pure

Filippo



 
 
 

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