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È nato così...

Ci sono momenti in cui nella vita qualcosa accade e non passa,

e quello che resta non è solo un ricordo o un pensiero, ma una presenza viva che continua a muoversi sotto le giornate, come un punto sensibile che non si lascia chiudere del tutto e che ogni tanto torna a chiedere attenzione.


Non sempre è qualcosa che si riconosce con chiarezza, a volte ha la forma di una perdita,

di una rottura, di qualcosa che non si è compiuto fino in fondo, altre volte resta più sfumato, ma continua a farsi sentire nel corpo, nei gesti, nel modo in cui stiamo dentro le cose.

Con il tempo impariamo ad andare avanti lo stesso, a tenere insieme le relazioni, il lavoro, la quotidianità, e in questo impariamo anche ad adattarci, a funzionare, ma quel punto non scompare, e proprio perché non scompare continua a chiamare.


Negli ultimi mesi mi sono trovato spesso dentro questo spazio insieme ad altre persone,

e quello che è emerso con chiarezza è che a un certo punto non è più una questione di trovare soluzioni o spiegazioni, ma di poter restare accanto a ciò che c’è senza doverlo trasformare subito in qualcosa di diverso.


Respirare nella ferita nasce da qui, da un incontro dal vivo in cui abbiamo scelto di restare, di non correggere, di non spingere via, permettendo al respiro di arrivare proprio lì dove di solito si interrompe, e da quell’esperienza è nato il desiderio di creare uno spazio che potesse continuare anche dopo.

Questo quaderno non è un percorso da seguire passo dopo passo, ma un luogo in cui puoi entrare quando senti che qualcosa dentro ha bisogno di essere incontrato in modo più ampio, più respirabile, più vicino alla tua esperienza reale.


All’interno troverai un testo narrativo che apre il tema e una serie di domande che accompagnano l’ascolto senza chiedere risposte immediate, lasciando che il tempo faccia il suo lavoro e che qualcosa possa emergere senza essere forzato.

Sono presenti anche due meditazioni guidate.

La prima è un attraversamento immaginale ispirato al mito di Chirone, una figura che incarna la possibilità di vivere la vulnerabilità non come un errore, ma come un passaggio che trasforma lo sguardo e rende possibile una relazione diversa con la propria esperienza. La seconda è una pratica più essenziale e ripetibile, pensata per accompagnarti nel quotidiano, nei momenti in cui senti il bisogno di tornare in contatto con ciò che si muove dentro, costruendo nel tempo una presenza più stabile e meno reattiva.


Questo quaderno può essere attraversato senza fretta, può restare aperto,

può accompagnarti nei giorni senza dover essere completato, perché non si tratta di fare tutto ma di creare uno spazio in cui poter tornare.


📎 Cosa trovi all’interno

Un testo narrativo e riflessivo, domande interiori e due meditazioni audio.

📎 Formato

Questo è un quaderno digitale. Dopo l’acquisto potrai scaricare due PDF, una versione da leggere a schermo e una versione impaginata per la stampa fronte-retro in formato A5.

In entrambe troverai l’accesso alle meditazioni audio, tramite link diretto nella versione digitale e tramite QR code nella versione stampabile.


Se senti che nella tua vita c’è qualcosa che continua a chiedere attenzione, questo può essere un luogo in cui fermarti e iniziare a respirare lì.


Puoi trovare il quaderno nello shop a questo link



 
 
 

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