Un augurio preciso.
- mana12861
- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Nella vita accadono eventi che non comprendiamo.
Succedono e basta.
E spesso in noi scatta subito una tensione:
capire, spiegare, trovare una ragione.
Non per conoscenza profonda,
ma per non restare nel vuoto.
Per non arrenderci al fatto che, in quel momento, non sappiamo.
Così restiamo incastratə nella dualità:
giusto o sbagliato
bello o brutto
successo o fallimento.
E lì dentro succedono due cose insieme:
da una parte ci sentiamo vittime,
dall’altra ci arroghiamo il diritto di guardare dall’alto,
come se potessimo giudicare un panorama
da un punto in cui ancora non siamo arrivatə.
In quel momento non stiamo comprendendo.
Stiamo farneticando.
Ho visualizzato questa dinamica così:
ogni evento che arriva
è come un segnale stradale.
Indica una direzione:
a destra, a sinistra,
o un blocco,
un attraversamento,
ecc.
Non spiega.
Non giustifica.
Indica.
E noi cosa facciamo?
Spesso ci fermiamo davanti al segnale
e iniziamo a discutere con lui.
Perché a destra?
Perché non a sinistra?
Perché non dritto?
Perché non una inversione a U?
E via così…
Intanto restiamo fermə.
E perdiamo la sola cosa
che l’evento stava offrendo:
movimento.
L’evento non è lì per essere capito subito.
È lì per far succedere altro.
Quando ci ostiniamo a voler capire tutto prima,
quando usciamo dalla fiducia,
quando pensiamo che ciò che accade sia contro di noi,
è come se rifiutassimo di seguire una direzione
solo perché non ci piace
o non la capiamo.
La fede, per me,
non è credere che andrà tutto bene.
Non va quasi mai tutto bene
se il bene è qualcosa
che risponde unicamente
alla nostra visione egoica.
La fede è restare disponibili al passo successivo
anche quando non vediamo ancora la strada intera.
E allora l’augurio, per questo tempo che si apre, è questo.
Che possiamo restare disponibili al passo successivo,
anche quando non abbiamo ancora capito tutto.
Che possiamo sentire quando è il momento di muoverci, senza pretendere prima una garanzia, una spiegazione, una mappa completa.
Che possiamo riconoscere i segnali, anche quando non assomigliano a quelli che avremmo scelto.
E trovare la fiducia, il coraggio, l’intuizione per seguire una direzione e lasciare che sia il cammino, passo dopo passo, a chiarire ciò che ora resta oscuro.
Il segnale indica.
Il cammino chiarisce.
Con affetto
Filippo

Ho scelto questa immagine per il mio messaggio di auguri perché rappresenta un Torii, una soglia sacra della tradizione giapponese, le cui radici affondano in una visione animista e shintoista del mondo, dove ogni passaggio è abitato da una presenza. Una semplice struttura che segna il passaggio dal visibile all’invisibile, dal mondo che comprendiamo a quello che possiamo solo attraversare. Il Torii non chiude, non protegge, non spiega: indica un varco e invita al passo.






Grazie di tutto e per tutto ciò che sei stato per me quest' anno che è volato via portandosi con sé tutto ciò che amavo ed ha rimescolato la mia vita , mi ha stracciata, frullata, frantumata...ho vissuto il lutto e lo sto attraversando con te, con i tuoi preziosissimi quaderni, ho dovuto smettere di chiedere ed ho per amore mio e di una dignità perduta nei numeri di questa società omocentrica, mettere in standby il lavoro che ho amato immensamente, ma che mi ha prosciugata e che non mi ha dato più la possibilità di viverlo serenamente, nonostante il nepotismo, le offese, le umiliazioni dei miei simili, di quei poveri miserabili fratelli che hanno capito solo che in questa…
Grazie 🙏🏻
Grazie Filippo per me le tue riflessioni sono momenti importanti che nutrono la mia anima e mi fanno stare bene elisa