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Quando ti fermi abbastanza da riconoscerti.

Ci sono momenti in cui, dentro alle nostre giornate, si apre uno spazio diverso, una specie di respiro più ampio che non chiede spiegazioni ma solo attenzione, e quando accade lo riconosciamo subito, perché qualcosa in noi rallenta e diventa più disponibile all’ascolto.


Il terzo incontro di Metamórphōsis nasce proprio dentro questo spazio e ci accompagna ad avvicinarci al vuoto, un vuoto vivo, fertile, attraversato da una quieta intelligenza che nelle tradizioni orientali viene riconosciuta come origine di ogni forma, come il luogo silenzioso da cui la vita prende continuamente avvio.

Seduti davanti al foglio bianco, il tempo cambia qualità, il respiro si fa più largo, il corpo trova un ritmo meno affrettato, e in questa atmosfera il gesto non arriva per riempire ma per emergere, quasi fosse atteso da sempre.

Il sumi-e ci guida esattamente lì, in quell’esperienza semplice e radicale in cui la mano si muove a partire dall’ascolto e il segno diventa presenza visibile, traccia viva di un istante abitato.

Molte persone, entrando in contatto con questo spazio, percepiscono anche dentro di sé una maggiore ampiezza, come se qualcosa potesse finalmente distendersi.


Da questo terreno ci sposteremo naturalmente verso il quarto incontro, dove il movimento diventa ancora più intimo e ci avvicina all’esperienza dello specchio.


La carta accoglie il gesto e lo restituisce, e in questa restituzione accade un riconoscimento quieto, profondo, privo di tensione.

Il mito di Narciso cammina accanto a noi come immagine antica di questo momento: un essere umano che si ferma abbastanza a lungo da incontrare il proprio volto, e in quello sguardo raccoglie le proprie energie, tornando verso il centro con una qualità nuova di presenza. Anche la pittura diventa allora un luogo di incontro, perché ogni segno racconta una verità immediata, legata a come siamo mentre accade.


Metamórphōsis prenderà vita il 24 febbraio, e ci incontreremo online ogni settimana; ho scelto di offrire due possibilità di orario proprio per permettere a questo tempo di entrare nelle vite reali, senza chiedere forzature, così che ciascunə possa abitarlo con continuità.

Spesso ci si avvicina a questo cammino seguendo una percezione sottile, qualcosa che non fa rumore e proprio per questo si lascia riconoscere con chiarezza, una specie di chiamata gentile che invita ad avvicinarsi un poco di più a sé.


Se, mentre leggi, avverti anche solo una piccola apertura, trattienila con cura, perché molti passaggi importanti iniziano proprio così, da un movimento quasi impercettibile che chiede soltanto di essere seguito.

Tutte le informazioni per unirti al gruppo sono al link.


Terrò questo spazio con attenzione.

E sarà bello incontrarti.



 
 
 

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