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Chiamare qualcuno per nome

  • Immagine del redattore: Mana
    Mana
  • 34 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

C'è una cosa che ho notato osservando come parliamo di chi non c'è più:

quasi sempre scegliamo il silenzio, non perché non ci pensiamo, ma perché non sappiamo bene dove metterlo, quel pensiero, in una giornata fatta di impegni che non lasciano spazio a un nome pronunciato a voce alta. Portiamo la memoria come si porta un peso discreto, ben piegato, infilato in una tasca interna, e la tiriamo fuori solo nei momenti in cui qualcosa, quasi per caso, la fa riaffiorare da sola: un profumo, una canzone, una data sul calendario che il corpo riconosce prima ancora della mente.


In Giappone esiste un tempo dell'anno pensato apposta per fare l'opposto di questo silenzio. Si chiama Obon, e cade proprio in questi giorni, tra il 13 e il 15 agosto. Non è un giorno soltanto, come spesso accade da noi con le ricorrenze legate alla memoria, ma un piccolo arco di tempo, tre giornate scandite da gesti precisi: il primo giorno si accende un fuoco davanti alla porta di casa per accogliere chi torna, il secondo si danza in cerchio per ringraziarlo della vita che ha lasciato, il terzo si affida una piccola luce all'acqua per lasciarlo andare di nuovo, con gratitudine invece che con paura.


Quello che mi ha colpito di questa tradizione, studiandola in questi mesi, non è tanto la sua origine religiosa, quanto la sua intelligenza pratica: capisce che ricordare bene ha bisogno di tempo disteso, non di un solo istante compresso in una data, e che il corpo, non solo la mente, ha bisogno di partecipare a questo lavoro, attraverso un gesto reale e non solo un pensiero.


Dal 6 agosto sto costruendo, dentro il mio gruppo Instagram, un piccolo percorso ispirato proprio a questo ritmo, con un approfondimento diverso ogni giorno, pensato per chi sente il bisogno di fermarsi un momento e lasciare che un nome, o un ricordo, trovi finalmente lo spazio che raramente riesce ad avere nella vita di tutti i giorni.

Da domani, 13 agosto, ci saranno tre piccoli passaggi da attraversare insieme, uno per ogni giorno di questa festa, ognuno con una pratica semplice da portare nella giornata.

Trovi il gruppo a questo link


Per chi sente che questo tema lo riguarda più da vicino, e desidera qualcosa di più di un post letto la sera prima di addormentarsi, ho scelto di rendere disponibili, solo in questi tre giorni, due quaderni della mia collana che parlano esattamente di questo linguaggio, uno dedicato al vuoto che a volte è più fertile del rumore, l'altro dedicato all'assenza che chiede di essere riconosciuta più che colmata.

Non è uno sconto per svuotare uno scaffale, seppur digitale:

è un invito a entrare più a fondo proprio nei giorni in cui, come dicono le tradizioni che si occupano di questo tempo dell'anno, la soglia tra i mondi si fa un poco più sottile, e certe parole trovano più facilmente la strada per arrivare.


Se in questi giorni un nome ti è tornato in mente senza che tu lo cercassi, forse è già un piccolo segnale che vale la pena ascoltare.

Ci vediamo da domani, con la prima piccola luce.

Filippo


13, 14, 15 AGOSTO · Obon

Promozione speciale sui quaderni

Custodire il vuoto · €15 invece di €19

Abitare l'assenza · €15 invece di €19

Entrambi insieme · €30 invece di €38

Li troverai in promozione a questo link solo fino al 15 agosto



 
 
 

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