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Da oggi si apre un cammino

  • Immagine del redattore: Mana
    Mana
  • 6 ago
  • Tempo di lettura: 4 min

Da oggi, sei agosto, sul mio profilo Instagram comincia a muoversi qualcosa che assomiglia più a un sentiero che a un semplice calendario di contenuti, un cammino fatto di piccole soglie quotidiane che ci porterà, giorno dopo giorno, fino al cuore di agosto, quando in Giappone si celebra una delle feste che amo di più e che da anni condivido con chi mi segue in questo territorio fatto di arte, presenza e ricerca interiore. Si chiama Obon, e si celebra dal tredici al quindici agosto, tre giorni in cui la tradizione giapponese onora gli antenati, accoglie il ritorno di chi è passato oltre e celebra il filo sottile che tiene insieme il mondo dei vivi e quello di chi ci ha lasciato una traccia dentro.


Credo che tu sappia di cosa parlo, anche se nessuno te lo ha mai spiegato con queste parole. Lo sai perché lo conosci nel corpo, non solo nel pensiero: quella stretta improvvisa alla gola quando una canzone riporta un nome, la sedia che continui a lasciare vuota a tavola senza deciderlo davvero, un profumo che attraversa una stanza e per un secondo intero qualcuno è di nuovo lì. Sono le persone care che non ci sono più a parlare così, con la lingua discreta delle sensazioni, e attraversano le nostre giornate proprio mentre facciamo altro, mentre laviamo un piatto o guidiamo in silenzio, ricordandoci che certi legami non finiscono quando finisce un corpo, semplicemente cambiano casa e vengono ad abitare dentro di noi.


Non è una festa che si racconta in fretta, ed è per questo che ho scelto di non condensarla in un solo post ma di lasciarla emergere lungo giorni interi, come si fa con le cose che meritano di essere avvicinate con lentezza. In Giappone, nei giorni dell'Obon, si accendono lanterne per accompagnare chi torna a farci visita, si danza in cerchio nel bon odori per dire grazie a chi non c'è più con il corpo ma resta presente in altro modo, si offrono frutti e silenzi a chi ci ha amato da altre sponde. È una festa profonda e insieme luminosa, nel senso più vero della parola, perché non nasconde l'assenza ma le fa spazio, e in quello spazio lascia finalmente respirare anche noi, che spesso portiamo un lutto o una mancanza senza avere mai un luogo dove posarli.


Chi cammina già con me su Instagram sa che ogni anno torno a raccontare questa festa perché parla lo stesso linguaggio che provo a coltivare nel mio lavoro, quello dell'ascolto, della presenza, della capacità di stare dentro ciò che manca senza volerlo colmare a ogni costo.


Da oggi, ogni giorno, un piccolo approfondimento accenderà un passo di questo cammino, un pensiero, un'immagine, una soglia da attraversare non con i piedi ma con il respiro, e uno spazio dove le tue persone, quelle che porti nel corpo più che nei ricordi, potranno trovare un momento di sosta insieme a te. Se non mi segui ancora su Instagram, ti aspetto : è il luogo dove, ogni giorno da oggi fino al tredici agosto, troverai una riflessione e un piccolo invito pratico per avvicinarti passo dopo passo alla festa, qualcosa da portare nella giornata più che da leggere soltanto. Qui sul blog invece il cammino prenderà un altro ritmo: tornerò a scriverti proprio il tredici, il quattordici e il quindici agosto, un articolo per ciascuno di quei tre giorni, per raccontarli uno alla volta nella loro identità distinta, perché anche l'Obon, come i lutti che portiamo, non è un unico momento ma un attraversamento che si compie per gradi.


Proprio in quei tre giorni, dal tredici al quindici agosto, ho pensato a un gesto che sentivo coerente con lo spirito della festa più che con la logica di una promozione.

I quaderni Custodire il vuoto e Abitare l'assenza scenderanno di prezzo da 19 a 15 euro ciascuno. Sono due quaderni nati dallo stesso territorio che l'Obon abita da secoli e che forse abiti anche tu, la cura per ciò che non c'è più, l'attenzione verso gli spazi lasciati aperti, la capacità di restare dentro l'assenza senza fuggirla e senza volerla riempire per forza.

Per questo ho scelto di farli scendere di prezzo proprio in quei giorni e non in altri: perché il gesto avesse un senso, non solo un'occasione.

Passati i tre giorni, il prezzo tornerà quello di sempre.


Ti lascio con le parole che condividerò oggi nel gruppo Instagram, come primo piccolo fuoco di questo cammino:

"ci sono soglie che non si attraversano con i piedi, si varcano con il cuore, con il respiro che rallenta, con l'anima che ascolta. Forse anche tu, oggi, senti una presenza sottile accanto a te, un'assenza che non fa male ma che accompagna, un peso familiare nel petto che ormai riconosci come una forma di compagnia, una luce che non si vede ma illumina. Grazie per essere qui, e grazie a chi, giorno dopo giorno, sceglierà di camminare accanto a me lungo questo sentiero verso l'Obon, portando con sé, senza vergogna, tutte le persone che continua ad amare anche da lontano."



 
 
 

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