Abitare l'Assenza è il secondo quaderno della mia collana ed è arrivato al mondo per una strada diversa dagli altri: è nato sulla carta, in silenzio, e ha viaggiato da solo verso chi lo ha letto. Oggi gli offro la stanza che allora non aveva, uno spazio vivo in cui le sue pagine possano essere attraversate con il respiro, con la voce e con il gesto del pennello, insieme a chi sceglie di esserci.
Chi ha amato conosce bene la traiettoria dell'assenza. Entra senza bussare e sposta le cose di qualche centimetro, lascia una frase spezzata a metà, cambia il modo in cui il corpo si appoggia alla sedia, e intanto le cose rimaste diventano custodi silenziose, una sciarpa, un biglietto stropicciato, un profumo che resiste nei vestiti, oggetti che hanno perso la loro funzione e conservano intero il loro significato. Spesso, per non sentire tutto quel peso, riempiamo le giornate in fretta e attraversiamo quel vuoto come si attraversa una stanza al buio, con le braccia tese in avanti.
In questa serata proveremo a fare il contrario, con delicatezza: sederci accanto alla mancanza e guardarla senza paura, lasciare che il silenzio smetta di essere un muro e diventi una soglia. L'Advaita Vedanta parla di uno spazio che accoglie ogni forma, quelle che arrivano e quelle che se ne vanno, restando intatto, e forse è proprio dentro quello spazio che l'assenza può rivelarsi come una forma d'amore che non ha più bisogno di toccare per sentire.
Per chi porta dentro una mancanza che ancora non trova parole e sente il bisogno di un luogo in cui poterla guardare con dolcezza. Per chi ha visto cambiare la forma della propria vita perché qualcosa o qualcunə non c'è più, e continua a camminare con quel vuoto accanto. Per chi riempie le giornate perché fermarsi fa sentire troppo, e desidera concedersi una sera per sostare in compagnia di altre persone in ascolto. Per chi sente che il proprio dolore chiede di essere accolto più che risolto, e intuisce che il gesto, il silenzio e il bianco della carta possono offrirgli uno spazio.
Puoi arrivare così come sei, anche senza alcuna esperienza di pittura o di meditazione. Se senti che questo spazio ti riguarda, sei benvenutə.