Varcare senza voltarsi — quando i miti smettono di essere storie e diventano specchi
- Mana

- 5 ore fa
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Esiste un momento che conosci bene, anche se probabilmente non gli hai ancora dato un nome preciso. È quel punto sottile in cui stai già camminando verso qualcosa di nuovo e senti nel corpo, tra le scapole, nel respiro, una tensione che chiede di girare la testa, di cercare con gli occhi una conferma, di toccare ancora una volta ciò che stai lasciando prima di fidarti davvero del passo che stai facendo.
È un gesto così antico che le culture che ci hanno preceduto gli hanno dedicato storie che raccontiamo ancora oggi, migliaia di anni dopo, perché qualcosa in quelle storie continua a risuonare in modo immediato e viscerale, come se parlassero di noi.
Orfeo scende negli inferi per riportare indietro Euridice e a un passo dall'uscita si volta, forse per amore, forse perché il silenzio dietro di lui era diventato più pesante della fiducia. La donna di Lot cammina via da Sodoma mentre tutto brucia alle sue spalle, e si volta verso una vita che il corpo non riesce ancora a lasciare andare completamente. Due nature opposte del dolore, lo stesso gesto identico: dammi una prova che la realtà sia ancora quella che conosco. Quando incontriamo questi miti come esperienze vive, qualcosa in noi si riconosce con una precisione quasi fisica. Orfeo ed Euridice non raccontano una storia lontana nel tempo. Raccontano te, adesso, mentre attraversi una soglia e chiedi, in cambio, una garanzia.
Durante l'incontro Varcare senza voltarsi attraverseremo insieme il territorio della soglia, quel punto preciso in cui qualcosa dentro chiede di fermarsi, di cercare una conferma, di toccare ancora una volta ciò che si sta lasciando prima di fidarsi davvero del passo.
Lo faremo con una visualizzazione guidata profonda, alcune letture, momenti di silenzio e alcune domande da lasciare scendere nel corpo, osservando cosa si muove nel respiro mentre le tieni senza fretta di rispondere.
Attraverseremo insieme due figure antiche, Orfeo e la donna di Lot, come compagni di strada, come specchi in cui riconoscere ciò che accade dentro di noi quando qualcosa finisce o quando qualcosa inizia. Presenze che conoscono bene quella soglia e che aiutano a vedere con più chiarezza ciò che da soli fatichiamo a guardare perché è troppo vicino, troppo dentro, troppo nostro.
Verso la fine della serata inviterò ognunə a lasciare un segno su un foglio, con una penna oppure con un pennello, lasciando che il movimento della mano segua il respiro e dia forma a ciò che durante la serata ha trovato spazio per emergere. Quel segno resta come traccia di ciò che si è mosso dentro.
Chi lo desidera potrà inviarmelo nei giorni successivi e riceverà una restituzione simbolica personale, uno sguardo che continua ad accompagnare il lavoro iniziato insieme.
Questo incontro non verrà registrato. Ho scelto di custodire lo spazio della serata come un luogo vivo e protetto, in cui ognunə possa portare la propria presenza con libertà e rispetto.
Il quaderno Varcare senza voltarsi verrà pubblicato nelle settimane successive al prezzo di diciannove euro, con due file audio inclusi: il racconto dei due miti, da ascoltare come si ascolta qualcosa che parla a strati, e una meditazione guidata a tema per continuare il lavoro con il proprio corpo e il proprio tempo. Tutte le persone che parteciperanno all'incontro lo riceveranno in dono, perché chi c'è prima viene prima.
Se senti che questo spazio ti riguarda, sei benvenutə.
Martedì 26 maggio
20:30 su Zoom
37€
Puoi iscriverti a questo link
Ti aspetto
Filippo





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