Metamórphōsis · una pratica che prende forma
- mana12861
- 6 giorni fa
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Ci sono momenti in cui una pratica chiede di allargarsi.
Di prendere tempo. Di diventare casa.
Negli ultimi anni il lavoro che porto avanti attraverso la pittura zen, la meditazione e il gesto condiviso ha iniziato a muoversi in una direzione sempre più chiara.
Una direzione che tiene insieme corpo, immaginazione, simbolo e presenza.
Da questo movimento nasce Metamórphōsis.
Un percorso che attraversa la trasformazione come esperienza vissuta, incarnata, praticabile.
Metamórphōsis si fonda sulla pittura zen (sumi-e) come pratiche di attenzione.
Il pennello diventa orientamento.
L’inchiostro una corrente che insegna il ritmo.
La carta uno spazio in cui osservare come abitiamo il vuoto e la forma.
Accanto alla pratica pittorica, il percorso dialoga con lo Zen, il Taoismo e con una filosofia che educa lo sguardo. Non come sistemi teorici, ma come mappe interiori che aiutano a stare nel reale con maggiore lucidità.
In questo spazio entrano anche miti e figure archetipiche.
Orfeo, Narciso, Atena, Hermes come immagini vive, specchi simbolici attraverso cui leggere movimenti interiori, passaggi, soglie.
Ogni incontro è pensato come un tempo abitabile.
Un tempo in cui il gesto rallenta, il respiro si accorda, e l’esperienza trova una forma riconoscibile. Metamórphōsis lavora sulla trasformazione che accade mentre si pratica.
Mentre si dipinge. Mentre si ascolta. Mentre si sta.
A febbraio questo spazio inizierà a manifestarsi.
Per ora desidero solo fare una cosa: rendere visibile la direzione.
Se qualcosa in queste parole risuona, è già parte del processo.
Ci torneremo. Con calma. Con precisione.
Filippo








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