Il giorno dopo la resurrezione (ed è lì che succede tutto)
- mana12861
- 18 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
C’è una cosa della Pasqua che mi è sempre rimasta dentro e non è mai stata la domenica o la resurrezione in sé, ma quel giorno subito dopo, il lunedì dell’angelo, che fin da piccolo mi lasciava addosso una sensazione strana, difficile da spiegare, come se lì ci fosse qualcosa di meno evidente ma più vero, qualcosa che non si mostrava subito e proprio per questo continuava a tornare.
La scena è semplice, quasi quotidiana: alcune donne vanno al sepolcro per prendersi cura di un corpo, per fare un gesto che conoscono, che ha senso, che appartiene alla vita così com’è, senza aspettarsi niente di straordinario, e invece trovano il vuoto, trovano che ciò che erano venute a cercare non è più lì, e questa cosa, più di tutto il resto, mi ha sempre colpito perché è qualcosa che succede anche a noi, quando torniamo in un punto della nostra vita convinti di ritrovare qualcosa e invece quel qualcosa non risponde più, non si presenta più nello stesso modo.
E poi c’è quell’altra immagine che per me è ancora più forte, quella di Maria Maddalena che resta lì, incontra qualcuno, gli parla e non lo riconosce, lo scambia per un giardiniere, e in questa cosa c’è qualcosa di profondamente umano, perché a volte la vita cambia forma ma noi continuiamo a guardarla con gli stessi occhi, con le stesse aspettative, e così non riusciamo a vedere ciò che abbiamo davanti, non perché non ci sia, ma perché è diverso da come lo conoscevamo.
Negli anni questa immagine è rimasta con me senza che cercassi di capirla fino in fondo, e oggi mi accorgo che ha molto a che fare con il lavoro che sto facendo con le carte dei 72 custodi di luce, che non sono mai state per me uno strumento per chiedere risposte o ottenere qualcosa, ma un modo per stare davanti a ciò che non è immediato, a ciò che non si lascia riconoscere subito, e imparare piano piano a entrarci in relazione, a lasciarlo emergere, a incarnarlo.
Nel video che trovi qui sotto parto proprio da questo, da questa immagine del lunedì dell’angelo che mi accompagna da sempre, e da lì entro nel senso di questo lavoro e del percorso che inizia l’8 aprile, senza spiegarlo troppo ma cercando di restare dentro a quella qualità che per me è sempre stata viva.
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