Ci sono giorni
- mana12861
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 1 min
Ci sono giorni in cui vado in tilt.
Succede davvero. È un’esperienza concreta, corporea, emotiva.
In quei giorni le parole perdono presa.
I concetti che amo, che condivido, che attraversiamo insieme nei corsi, negli incontri, nelle pratiche, smettono di vibrare. Restano lì, come forme conosciute che in quel momento non riescono più a toccarmi e quello che sento è solo la fatica del vivere.
Una fatica semplice, diretta, che abita il corpo, il respiro, lo sguardo.
È vita.
Una vita che a volte diventa difficile davvero, in modo stanco, opaco.
Senza un significato immediatamente disponibile.
In quei momenti la mia presenza cambia qualità.
Non ho più risposte da offrire, nessuna frase luminosa e nemmeno inviti raffinati alla consapevolezza. Solo la verità di un essere umano che continua a camminare anche quando l’orientamento vacilla.
Col tempo ho riconosciuto anche questo come pratica.
Restare, abitare ciò che c’è, senza trasformarlo in prestazione o renderlo presentabile.
Restare con ciò che si manifesta, quando è poco, stanco, spiacevole.
Quando non assomiglia per niente alle parole che emergono nei momenti di flusso, di centratura.
Accompagno le persone al gesto, al respiro, alla presenza perché conosco anche la loro assenza. Il momento in cui si affievoliscono, il passaggio in cui il sentire si fa sottile e incerto.
Scrivo questo per dirlo con chiarezza a chi attraversa i miei percorsi e a chi talvolta sente di essere in difetto perché non riesce sempre a stare bene, centrato/a, aperta/o.
La vita comprende anche questi giorni.
Giorni spogli, faticosi, assolutamente veri.
E fanno parte del cammino.
E io desidero attraversali insieme, condividendoli, ma con meno maschere possibili.
Filippo








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